Un workshop per capire lo Smart Working e una mostra per capire le proprie potenzialità!

Arriva lo ‘Smart Working’, il lavoro agile. Ma con regole” (La Stampa, 11 maggio 2017)

Smart working: +14% nel 2017, 305 mila i lavoratori agili” (Corriere della Sera, 11 ottobre 2017)

Lo smart working decolla nelle grandi imprese del Nord. Lavoratori soddisfatti” (La Repubblica, 22 gennaio 2018 )

È bastato digitare “Smart Working” su internet per vedere, tra i primi risultati disponibili, tre articoli di alcune delle principali testate nazionali. Questo la dice lunga sul successo che lo Smart Working (detto anche Lavoro Agile) sta iniziando ad avere anche in Italia. Secondo il politecnico di Milano in Italia circa il 7% dei dipendenti può scegliere di “lavorare da casa” e questa percentuale va aumentando di anno in anno. Per quanto riguarda invece i paesi esteri, questa modalità di lavoro – che è apparsa sul mercato del lavoro agli inizi degli anni 2000 con la diffusione di internet e di tutte le tecnologie digitali ad esso correlate (reti wi-fi, tablet, etc.) – è oramai contemplata non solo nelle grandi aziende, ma anche nelle imprese medio-piccole.

In Italia, lo Smart Working è regolato dalla legge n. 81/2017 (entrata in vigore il 14 giugno 2017 e consultabile sul sito della Gazzetta Ufficiale), e viene definito come una modalità di lavoro subordinato, stabilita da un accordo tra le parti, che permette al dipendente di poter organizzare una parte del proprio lavoro in base ad obiettivi di produttività, senza tener conto degli orari e dei luoghi dove questa viene svolta (non devono però essere superati i limiti di ore lavorative giornaliere e settimanali). Non si tratta quindi di una tipologia di contratto, ma piuttosto di un nuovo modello di organizzazione lavorativa, che dà modo a tutti i lavoratori che ne possono usufruire di conciliare nel migliore dei modi vita personale e lavoro,  incrementando così la competitività dell’azienda.

Questa tipologia di lavoro è stata resa sempre più attuabile grazie alla diffusione di nuove tecnologie e strumentazioni digitali che permettono al dipendente di svolgere il proprio lavoro anche se non è fisicamente presente in ufficio.

E proprio sull’aspetto digitale si è incentrato il Workshop formativo Nuove tecnologie digitali per lo Smart Working che si è tenuto martedì scorso, 23 gennaio, nelle bellissime sale di Palazzo Toaldi Capra a Schio (VI).

Uno scorcio della sala di Palazzo Toaldi Capra, che ha ospitato il workshop

Uno scorcio della sala di Palazzo Toaldi Capra, che ha ospitato il workshop

Ce ne hanno parlato, in una sala gremita di spettatori (a dimostrazione di quanto questo argomento interessi i lavoratori delle amministrazioni, delle aziende e non solo) Fabio Streliotto, Welfare Designer, HR Innovator e co-fondatore di Innova srl e Michela Paterniti, Welfare Consultant, facendoci riflettere su alcuni temi come:

  • l’attuale panorama normativo dello Smart Working
  • i 4 punti da cui iniziare per sviluppare lo Smart Working in azienda
  • le digital soft skills che gli Smart Worker devono possedere
  • gli strumenti tecnologici che possono facilitare la pratica dello Smart Working (Doodle, Google Drive e TeamWork, per citarne alcuni)

Nella seconda parte del pomeriggio è stato organizzato un laboratorio pratico per aiutare a comprendere quali siano i passi necessari alla stesura di un regolamento aziendale per lo Smart Working: ad esempio, si devono definire i destinatari e le modalità di svolgimento della prestazione, senza dimenticare argomenti fondamentali come la sicurezza e la salute del lavoratore, oppure le modalità con cui il datore di lavoro può monitorare l’attività del dipendente svolta al di fuori del luogo e degli orari di lavoro standard.

L’INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA FOTOGRAFICA

Il pomeriggio si è concluso con un altro evento, ospitato sempre presso le sale del Palazzo: stiamo parlando della mostra fotografica “Racconto di donne oltre gli sguardi… e se fosse possibile camminare sulle immagini?”, organizzata con la preziosa collaborazione di Photorevoice, un’associazione che si serve della fotografia con lo scopo di aiutare le persone a sviluppare la propria individualità a livello personale e professionale, perché “la fotografia può essere utilizzata in ambito educativo, formativo, di sviluppo personale e di comunità”.

La mostra è stata interamente realizzata con una selezione di fotografie scattate dalle allieve del percorso “Social media manager e personal branding, storytelling fotografico e career counseling”. Il corso, realizzato nell’ambito del progetto Imprendiamo: donne al lavoro family friendly,  ha visto la partecipazione di dieci donne over 30. Insieme alla docente Stefania Nogara,  le nostre allieve hanno intrapreso un percorso di crescita, che attraverso la fotografia partecipata ha permesso ad ognuna di “scavare dentro di sè”, come ci ha raccontato Valeria, e di comprendere a fondo le proprie potenzialità.

Il giornale di Schio

Anche il giornale “Schio e Thiene Week” era presente all’inaugurazione della mostra fotografica!

Un ringraziamento speciale va a Silvia dello studio fotografico Michele Velludo, per essere riuscita a trasmettere l’atmosfera di questo evento, facendola rivivere attraverso i suoi scatti. Ma le fotografie non sono l’unico ricordo tangibile di questa giornata: anche Silvia Pezzotti ha contribuito a creare una testimonianza alternativa dell’evento, realizzando delle sketchnotes. Si tratta di una tecnica di visual thinking, molto utilizzata durante conferenze e convegni, perché permette al pubblico non solo di ascoltare, ma anche di “vedere” le parole e i concetti espressi dai relatori attraverso una serie di resoconti visivi, detti appunto sketchnotes! Qui sotto puoi vedere gli scatti che ritraggono alcuni momenti della giornata.

Schio (VI), 01/02/2018