Corso per Assistente Familiare Domiciliare, figura professionale sempre più richiesta

Che l’Italia sia uno dei Paesi più vecchi al mondo è ormai fatto noto a tutti. A causa del crescente invecchiamento della popolazione, sempre più famiglie necessitano di servizi di assistenza familiare per accudire i propri cari, preferendoli al ricovero presso i Centri di servizi per anziani sia per motivi psicologici (ritengono più opportuno che la persona venga accudita presso la propria abitazione) sia per motivi economici, visto che spesso tali istituti sono molto costosi.

Inoltre, il settore pubblico non sembra più riuscire a garantire esclusivamente con mezzi propri il sostegno domestico a tutte le persone non autosufficienti che ne fanno richiesta.

È nata così la figura dell’Assistente Familiare Domiciliare, meglio nota come badante. Questo profilo è sempre più richiesto e ricercato dalle famiglie che vogliono garantire un’adeguata e continuativa assistenza ai propri cari. Spesso tale ruolo viene svolto da persone straniere, donne ma anche uomini (che rappresentano quasi un sesto del totale), provenienti da diversi Paesi (da alcuni anni soprattutto da quelli dell’Est Europa). A queste persone viene generalmente richiesta una buona conoscenza della lingua italiana, oltre ad un regolare permesso di soggiorno. Ciò non toglie, però, che la professione possa essere svolta anche da italiani, facilitati non soltanto dall’utilizzo della lingua, ma anche dal fatto che per loro potrebbe risultare più semplice produrre la documentazione richiesta per l’assunzione.

Assistente familiare domiciliare: chi è e di cosa si occupa?

È la figura che aiuta ed assiste soggetti fragili (anziani, malati, disabili) che si trovano in condizioni di solitudine o isolamento, che sono caratterizzati da limitata autonomia e che hanno bisogno di supporto nelle varie attività di vita quotidiana. In particolare, svolge attività legate alla cura, alla pulizia e all’igiene della casa dell’assistito. Si occupa dell’assistenza di base (igiene e movimentazione della persona, preparazione e somministrazione dei pasti) di accompagnamento e di altre mansioni di supporto alla persona, facilitando ad esempio l’accesso ai vari servizi sanitari e socio-assistenziali, sbrigando pratiche e commissioni, relazionandosi con i vari soggetti che interagiscono con l’assistito (infermieri, medici, ecc.).

L’Assistente familiare opera per privati, nelle cooperative assistenziali, nei dipartimenti di salute mentale o nei servizi sociali. Svolge la propria attività in affiancamento a diverse figure professionali sia sociali (es. Animatore) sia sanitarie (Infermiere, Fisioterapista, etc.), agendo in base alle competenze acquisite e coerentemente con i piani di lavoro e i protocolli operativi predisposti dal personale sanitario e sociale che ha in carico il soggetto assistito.

Tale figura è stata recentemente normata dalla Legge Regionale n.38 del 17 ottobre 2017, che ha introdotto la possibilità di qualificare il profilo attraverso interventi formativi, consentendo quindi alle famiglie di affidare la cura dei propri familiari a personale adeguatamente formato e competente.

Infatti, prendersi cura di una persona non autosufficiente, con disabilità fisica o cognitiva, o con demenza senile, non è compito facile, anzi: questa professione richiede il massimo della professionalità e della preparazione. Oltre ad una predisposizione alla relazione e al contatto con la persona, una buona capacità di adattamento, di gestione della fatica e dell’emotività, una grande pazienza e forza fisica, è richiesta alla persona anche una serie di competenze professionali riguardanti diversi ambiti: pulizia della casa, cura dell’igiene dell’assistito, buon orientamento nel contesto socio-culturale dello stesso, conoscenza delle possibili patologie e disabilità, competenze nutrizionali, gestione delle pratiche burocratiche relative all’aspetto amministrativo della vita della persona presa in cura e via dicendo.

Nella formazione di questo profilo, grande attenzione dev’essere rivolta anche agli aspetti psicologici, alle competenze comunicative e relazionali che la persona deve acquisire per poter instaurare una relazione adeguata con l’assistito, fornendogli un supporto emotivo e stimolando il potenziamento delle capacità manuali e cognitive residue per aumentare la sua autostima e prevenire il decadimento delle abilità di base.

Formarsi in questo ambito rappresenta dunque un’ottima soluzione per quanti hanno già lavorato come assistenti familiari e desiderano riqualificarsi, ma anche per coloro che si sentono portati per questo tipo di lavoro e desiderano intraprenderlo, motivati anche dal fatto che si tratta di un lavoro che difficilmente entrerà in crisi ma che anzi, molto probabilmente, offrirà sempre maggiori opportunità di occupazione.


Se vuoi intraprendere questo percorso professionale, scopri il nostro corso di formazione gratuita per Assistente Familiare Domiciliare.

I posti disponibili sono 30 e le iscrizioni si chiudono il 7 gennaio 2019. Per tutti i dettagli clicca qui: http://schio.enaclab.org/corsi/assistenti-familiari/?book=off.

 

Schio (VI), 28/11/2018

 

Fonte: POR Fondo Sociale Europeo 2014-2020 ASSE 1 OCCUPABILITÀ, Obiettivo Tematico 8: Promuovere l’occupazione e sostenere la mobilità dei lavoratori. Progetti per il rafforzamento delle competenze degli Assistenti familiari domiciliari – Anno 2018. Direttiva – ALLEGATO B.